lunedì 20 luglio 2009

mercoledì 1 luglio 2009

Viareggio

Io di solito quando non sono ispirato, o troppo schifato, oppure semplicemente non ho voglia non scrivo. Lo dimostra il fatto che questo blog era fermo da un po' di tempo. Però questo Paese sa sempre darti nuovo vigore...non si stanca mai di rinnovare lo sdegno. Io non lo so se è normale o no trasportare su dei binari del gas propano, secondo me no, ma è una idea mia, un'idea da ignorante in materia. L'idea di uno che crede che un Paese che vanta ben + di 200 giorni di sole l'anno, che è pieno di isole e di coste ventose, che è pieno di acqua e di ruscelli, che è pieno di attività vulcanica non possa essere così ottuso da non capire che il solare, l'eolico, l'droelettrico, il geotermico devono diventare le energie sulle quali basare la propria vita. Lo so che il mio è un discorso a lungo termine, che ci vuole del tempo per fare una cosa così, che questo discorso è solo marginalmente collegato alla tragedia di Viareggio, ma è questo il Paese che vorrei.
Non so nemmeno se è normale che l'asse di un treno sia arrugginito, come pare che fosse dalle ricostruzioni dell'accaduto, ma dando per scontato che si sia trattato di una tragica fatalità, non c'è casualità che tenga nei migliaia di morti sul lavoro che ogni giorno lasciano le loro famiglie per motivi banali, come appunto della ruggine al posto sbagliato. Un esercito di gente sciolta nell'acido, caduta da impalcature, avvelenata, sepolta viva, trafitta da corpi contundenti, fulminata, ustionata, schiacciata da una pressa. Morti da medioevo.
Lo so che non è il momento delle polemiche, ma è difficile accettare di essere sempre quelli del DOPO. Ci preoccupiamo delle case antisismiche DOPO che una intera regione viene messa in ginocchio da un terremoto, ci preoccupiamo dello smaltimento dei rifiuti DOPO che una città ne è sommersa, ci preoccupiamo del trasporto di gas propano DOPO che una stazione è esplosa e sono morti dei bambini, e la lista potrebbe essere allungata all'infinito. Per non parlare delle soluzioni al DOPO, che spesso sono inesistenti o insufficienti, mai definitive.
La verità è che ho avuto paura quando ho visto le immagini di Viareggio, ho avuto paura perchè realmente avrei potuto esserci io in quel momento nella stazione. Sono fiorentino e mille volte nella mia vita ho preso un treno per andare al mare a Viareggio, mille volte. Quando una cosa è così vicina a te, così tangibilmente riscontrabile nella memoria, acquisisce una forza maggiore; diventa un pugno in faccia violento, che ti ricorda che è solo culo, in un Paese come questo, se ciò che è successo a loro non è successo a te, se non devi piangere nessun morto stasera.